La qualità è un sogno ben sognato prima di essere un marketing sofisticato
Esiste la qualità "della memoria", quella tramandata, fatta di errori e intuizioni, di rispetto del tempo e dei tempi, di metodi alchimie e sequenze. La qualità resa "a mano", non certificata se non dal tempo. Poi ci sono le qualità certificate fatte di protocolli, marche da bollo e laboratori d'analisi.
Come Raggiungere il nostro Showroom:
Lo showroom si trova in
Via Fanteria, 2 - Malavicina, MN
mostra su Tuttocittà
L'Azienda
Nel pensiero di Fiorini Impianti, l'oggetto di design
si fa
viene fatto
lo facciamo
qualcuno lo fa
si realizza da solo
con un forte impatto di mani.
Quel che garantisce l'eccellenza non è la riproducibilità senza fine ma il collegamento tra il cervello e la mano. Esattamente quello snodo che la Teoria del Disegno Industriale ha tagliato con la spada di Alessandro (Magno? Mendini? Altri?).
Il dominio delle tecnologie consente di fare design anche su un solo pezzo. Lo spazio è anche un oggetto?
Queste pagine non mostrano quali meraviglie vengono fuori; bensì raccontano come, anche di questi tempi, le mani possono lavorare connesse al cervello. Lui, il cervello, ha in mente il suo progetto.
Non mette in moto solo le facoltà astrattive e disegnative dello spirito. Mette in moto anche la mano.
La dota di bravure tecnologiche: il laser, i pantografi elettronici, i trattamenti non ufficiali dei materiali.
E poi la sospinge contro la doga di legno, il maltagliato di metallo, i barattoli di resine, i pennelli di vernici, la parete preesistente, quella sussistente, la paratia, il garbuglio di fili, l'onda di luce, le travi e le catenarie per il lavoro.
E il pensiero rotola, scende, giusto,
praticabile, si entusiasma del fare, del provare e riprovare, per arte di cavare, maledetto perché non parli.
Così nasce un oggetto Fiorini. O uno spazio. O un tessuto, un pavimento, una provola, una poesia. Non era chiaro? La seriazione infinita è un sogno anche di Fiorini.
Soltanto che è una seriazione laterale, non ortogonale; e ogni volta richiama il gesto della mano, contrapposto all'interattività a controllo numerico.
Insomma: l'infinito è il sogno del Design; ma infinitamente differente, non indefinitamente uguale.